Questa è l’epoca della corruzione generale, della venalità universale, il tempo in cui tutto, dall’acqua alle idee, dalla sfera materiale a quella spirituale, ogni cosa, essendo diventata un valore venale, “…viene portata al mercato perché là ne venga determinato il vero valore” (K. Marx, Miseria della Filosofia).
Continua a leggere “L’EPOCA DELL’UNIVERSALE VENALITA’: ANDARE OLTRE L’INDIGNAZIONE/1″
Il declino della borghesia contemporanea è tale che andare avanti per lei significa sempre più andare in basso, da tutti i punti di vista, economico, sociale, culturale, morale.
E il declino è così enorme e sconvolgente, le contraddizioni degli attuali rapporti sociali e il limite del capitale giunti così a maturazione, che altre narrazioni, altre forme artistiche, altre testimonianze irromperanno entro un movimento reale di sovvertimento sociale.
Continua a leggere “L’EPOCA DELL’UNIVERSALE VENALITA’: ANDARE OLTRE L’INDIGNAZIONE/2″
Non bisogna stancarsi di guardare il mondo in faccia.
E ci sono certe cose che mi impediscono di tacere, tante.
Leggevo giorni fa da Repubblica che è stato usato da alcuni scienziati il propranololo, accoppiandolo ad una terapia psichiatrica, per far sparire le memorie spiacevoli in pazienti che hanno subito un trauma.
Continua a leggere “RIDURRE IL DANNO DELLA MEMORIA”
Ernesto Galli della Loggia, editorialista del Corriere della Sera e docente di Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Perugia, aristocratico liberalconservatore con il cognome altolocato, è impegnato sul versante della rivisitazione storica del Risorgimento italiano, in chiave di attualizzazione politica, sostenendo che il Regno d’Italia ha avuto connivenze con bande armate irregolari (i garibaldini) e che questa sarebbe la ragione della persistenza oggi di una cultura della tolleranza nei confronti dell’eversione armata in Italia. Al di là della superficialità del collegamento storico e del 41 bis che certo non mi pare sia un trattamento carcerario all’insegna della tolleranza, è indicativo che qualcosa stia accadendo.
Continua a leggere “IL RISORGIMENTO ITALIANO ED ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA”
Mercoledì 20 giugno, l’editorialista del Corriere della Sera Alberto Ronchey si è superato. Il suo editoriale dal titolo deciso e risoluto recitava: La violenza politica e i compiti dello Stato. Il pericolo estremista. Osservazioni semplici che vanno al cuore del problema.
Continua a leggere “IL PERICOLO ESTREMISTA VISTO DAL CORRIERE DELLA SERA”
L’altro giorno mi è capitata una cosa che mi ha profondamente impressionato. Ora che ve la racconto: apparirà banale, normale, una cosa abituale e frequente nelle nostre città metropolitane. Erano le 18,20 di un giorno infrasettimanale, giovedì 14 giugno, raggiungo la fermata della metropolitana di Piazza Garibaldi a Napoli, per fare ritorno a casa.
Continua a leggere “ISTERIA IN METROPOLITANA E VITE SOTTERRANEE”
Bambini, ragazzi, giovani. Non hanno voglia di studiare, hanno problemi psicologici, paure e ansie nei confronti del futuro. Sono bloccati, esagitati, senza valori e senza il riconoscimento di regole e ruoli. Riconoscimento non significa necessariamente accettazione di regole e ruoli, significa capacità di identificarli o per accettarli, per condividerli, o per criticarli e combatterli, immaginare di ristabilirne dei nuovi. Il nichilismo e la crisi di senso pervade questo mondo. Da cosa dipende tutto questo spiazzamento e disorientamento?
Continua a leggere “GIOVANI E CRISI DI SENSO: COSA HA DA INSEGNARE IL MONDO ADULTO?”
La caccia alle streghe ormai è diventato il collante ideologico della classe dirigente di destra e di sinistra. Brigatisti, pedofili, drogati, bambini “iperattivi” impasticcati, extracomunitari, extralegali… Camalli genovesi che bloccano il porto, la feccia si annida ovunque, sfaccendati, diversi e insidiosi… Utopisti…
Continua a leggere “La Borghesia è stanca”
La mia poesia è poesia sociale dice Ettore. Non intimista. E’ una poesia che vuole innanzitutto chiarire a me stesso la biografia di un combattuto rapporto tra scrittura e militanza.
I miei fraseggi oscillano fra un’accanita astrazione, che può essere regressione alla realtà in quanto allegoria, e una quotidianità aspra, una realtà dura, raccontata con la frase breve, serrata che è sempre persuasione, intimazione, che non mi lascia respiro. Innanzitutto è una scrittura che nasce in un determinato contesto.
Continua a leggere “La mia poesia”